La Storia/1

IL MINISTERO DI PADRE LEONARDO GOBBO (1970-1980)

Il francescano padre Leonardo - al secolo Gastone Gobbo proveniente da Motta di Livenza - armato solo di tanta buona volontà, di nessun mezzo e di grande spirito di povertà evangelica, accetta nel 1970 la missione pastorale affidatagli dal Vescovo mons. Antonio Santin, di andare in una zona periferica di Trieste. Sono gli inizi degli anni '70. La chiesa vive già da cinque anni i fermenti di novità provenienti dal Concilio Vaticano II. Lo spirito del rinnovamento conciliare ha appena avviato il risveglio delle coscienze, specialmente quella laicale.


COSTRUIRE LA COMUNITA': UN'IDEA PASTORALE

Padre Leonardo GobboLa zona pastorale di cui padre Leonardo è stato chiamato ad operare è delimitata da due parrocchie distanti tra loro: quella di S.Luigi Gonzaga e quella di S. Pasquale Baylon.
Le recenti costruzioni avvenute nella zona a cura della Gescal e delle Ferrovie sono popolate da famiglie relativamente giovani e con figli piccoli. E' con questa gente che padre Leonardo ha iniziato a costruire la chiesa come la sognava: una comunità di famiglie, di credenti che, mosse dallo spirito, compiono insieme un cammino di fede senza mai cadere nella tentazione di sentirsi importanti perché chiamati a fare cose nuove, ma ciascuno offrendo il proprio piccolo grande contributo per edificare la comunità cristiana.
Padre Leonardo entra nel rione di Chiadino in Monte il 21 gennaio 1970 e inizia subito a contattare le persone per dar vita a quella comunità da lui sognata. E' così, gradualmente, pur trovando forti resistenze con la guida del suo grande amore e del suo rispetto per tutti, nasce quella comunità destinata a diventare la nuova parrocchia affidata all'intercessione della grande Santa Caterina da Siena.
La ricerca di un luogo da destinare al culto approda ad uno scantinato di via S.Martino 28. Una cantina sgombrata a tempo di record resa decorosa ed attrezzata del minimo indispensabile per celebrare la santa messa. Dopo un mese dal primo contatto padre Leonardo celebra la sua prima messa nel rione. Costretto a fare la spola tra il lontano convento dei frati di S. Maria Maggiore, padre Leonardo passa tutte le sere presso le famiglie del rione che lo ospitano come un fratello. Il mese di maggio è la prima iniziativa che padre Leonardo organizza nel rione: la predicazione accurata e l'attenzione mariana attirano molta gente e, soprattutto, attira chi si è allontanato dalla fede e, non frequenta più la vita ecclesiale.
Nel maggio del '70, lo scantinato è scenario di diverse iniziative: è luogo di preghiera, spazio per la catechesi e per l'amministrazione; in esso si riuniscono i primi catechisti per essere formati al loro ministero; si incontrano i bambini che si preparano alla Prima Comunione e vi opera l'amministratore economico.
Diventato insufficiente per la crescita dei fedeli lo scantinato viene sostituito da un salone del Centro Sociale sito in via dei Mille all'epoca spesso vuoto. In questo locale si svolsero con semplicità e decoro incontri di preghiera, veglie pasquali, e Sante Messe festive partecipate da tanta gente e animate da un innovativo complesso musicale formato da tastiere, corno e clarinetto. Successivamente nasce un coro curato e diretto dallo stesso padre Leonardo, esperto in musica e dotato di molta creatività.
L'attività pastorale, specialmente, all'inizio è totalmente protesa a raggiungere personalmente, tutte le famiglie residenti sul territorio, entrare nelle loro case, parlare con i fanciulli, incontrare i giovani e gli adulti, stare con gli anziani.

I PRIMI ORGANI DI PARTECIPAZIONE

Per attuare il mandato del Vescovo, padre Leonardo si impegna personalmente, a preparare ed istruire una trentina di coppie per dar vita al Consiglio Pastorale Parrocchiale (C.P.P). Il C.P.P traendo spunto dal "documento base" si riunisce una volta al mese e diventa sempre più la fucina di tutto ciò che avviene nella giovane comunità: l'ultima parola è data sempre a padre Leonardo il quale è certamente l'anima e il cuore di tutto. Viene eletto il primo presidente del C.P.P, Mario Bellussi, poi tocca a Loredana Tarabocchia, quindi a Giovanbattista Marcheschi.
Per far fronte alla sempre più attenta e vivace partecipazione di giovani e famiglie, si avviano cinque gruppi di servizio (liturgico, catechistico, caritativo, ricreativo, lavori-amministrazione) cui affidare responsabilità e iniziative della programmazione pastorale.

LA CHIESA PREFABBRICATA

La Chiesa prefabbricata Il gruppo lavori insieme con padre Leonardo elabora l'idea di realizzare una chiesa prefabbricata: dopo i primi contatti con la Curia di Trieste si cerca il denaro e si organizzano i sopralluoghi. Tutti gli uomini, le donne e i bambini assieme a padre Leonardo, si impegnano quindi in un faticoso e costante lavoro manuale per lo sbancamento dell'area dove far sorgere la chiesa. Al termine degli sforzi caratterizzanti sicuramente il tempo più proficuo sotto il profilo pastorale la chiesa può essere finalmente eretta: l'apertura e la benedizione avvengono il 31 ottobre 1971. Accanto alla chiesa viene installata una baracca in laminato a servizio delle iniziative pastorali, delle feste e dei veglioni.

LA CASA PARROCCHIALE

La crescita della comunità cristiana fa' nascere l'esigenza di disporre di locali e strutture per le iniziative pastorali. Da qui l'idea della costruzione di una casa parrocchiale come luogo di incontro e spazio in cui realizzare le diverse attività. L'impegno di padre Leonardo rese possibile la costruzione in tempi relativamente brevi dell'importante luogo di aggregazione.
All'interno della nuova struttura particolare attenzione viene offerta ai giovani che danno vita ai numerosi gruppi tra i quali: gruppo "Emmaus", "Ragazzi Nuovi" e "Comunità 14" sorti grazie al lavoro di Luciana Tabazin scout AGESCI e più tardi FSE nati dal lavoro di Paola Pillepic e Marco Gustini Padre Leonardo affronta con serenità e costanza sia il lavoro di formazione dei laici sia la lunga lotta per ottenere i permessi civili e religiosi necessari per l'attività pastorale.
Due impegni lo hanno visto particolarmente attivo: seguire con costanza e attenzione i laici e i gruppi che si sono formati nel tempo, in particolare il Gruppo Famiglie che raccoglie subito coppie giovani e meno giovani e dare vita al Bollettino parrocchiale che viene stampato per far conoscere a tutti le iniziative realizzate dalla comunità.
Durante il suo ministero pastorale ha rivitalizzato il C.P.P e ha incrementato e incentivato l'attività dei cinque gruppi di servizio che costituiscono sempre più il tramite fra la comunità dei fedeli e il C.P.P. E' infatti a questo che spetta il compito di coordinare le attività dei singoli gruppi, di verificare e armonizzare le iniziative, di discutere ed orientare le decisioni sulle questioni generali inerenti la vita della comunità parrocchiale.
I brillanti risultati conseguiti si devono certamente alla grazia di Dio che benedice le opere giuste destinate a diffondere il Vangelo, ma anche a Padre Leonardo che li ha realizzati grazie ad un acuto intuito unito ad una grande disponibilità e umiltà nel comunicare con la gente. Non a caso il suo "essere per gli altri" lo ha fatto amare da tutti, anche da quelli che mai misero piede in chiesa, che lo aiutarono senza riserve a realizzare il suo progetto.