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All'inizio di settembre del 1989 la comunità parrocchiale di S.Caterina vive il suo secondo "cambio di guardia": si insedia il nuovo parroco mons. Pier Emilio Salvadé, segretario particolare del Vescovo Bellomi dal 1/4/1983 al 31/12/1995 e dal 1° gennaio 1996 economo generale della diocesi di Trieste.
Molteplici le iniziative spirituali, culturali, sociali, sportive e strutturali da lui pensate, ideate, avviate e portate a termine. Subito mons. Pier Emilio dà alla comunità la sua impronta fortemente pastorale.
Il suo primo interesse è rivolto ai giovani, rinnovando il Centro Giovanile Chiadino, avviando in parrocchia il cammino educativo-formativo proposto dall'Azione Cattolica Ragazzi (gruppo ACR, giovanissimi, giovani e adulti). Si interessa delle famiglie ricreando un gruppo di spiritualità familiare, come pure per giovani coppie e per fidanzati. Forte è l'incremento da lui dato alla vita spirituale della comunità parrocchiale: dalla maggiore cura della liturgia, al potenziamento del canto, al ripristino di alcune significative espressioni della religiosità popolare.
La sua costante attenzione alla vita spirituale e alla preghiera lo porta a dare vita alla pratica degli Esercizi Spirituali Aperti, che si svolgono in parrocchia e sono aperti a tutti (tre sere all'inizio dell'anno pastorale); a promuovere instancabilmente la devozione alla Madonna, in particolare a S. Maria dell'Equilibrio, ad alla patrona della parrocchia Santa Caterina da Siena; a creare la Scuola della Preghiera e la Scuola per Genitori.
Oltre all'aspetto spiccatamente spirituale, don Salvadé cura fortemente l'aspetto culturale. E questa tensione che lo spinge a fondare il Circolo Culturale S. Caterina da Siena (affiliato al Centro Internazionale dei Caterinati) e a dare vita a incontri culturali e formativi a carattere religioso ed ecumenico. A lui si deve l'organizzazione dei "Lunedì Cateriniani", incontri culturali in preparazione alla festa della Santa Patrona del 29 aprile, giunti alla 20^
edizione. Numerosi i temi trattati, molti dei quali hanno richiamato
l'attenzione e l'interesse dell'intera città. Abbiamo avuto tra noi:
l'antropologa Cecilia Gatto Trocchi, lo psichiatra Paolo Crepet, la poetessa Alda Merini, la prof. Cavallini del Centro Nazionale Cateriniano, il monaco camaldolese Franco Mosconi, la prof.ssa Militello, padre Rupnik del centro Aletti di Roma, il procuratore Grohmann di Trieste,
il teologo benendettino Giorgio Bonaccorso, l'ex-brigatista Bellosi,
l'imprenditrice Etta Carignani, la prof. Santolini del Forum delle Famiglie, don
Antonio Mazzi fondatore della comunità Exodus, lo scrittore Davide Gandini,
l'astronomo Masserotti di Trieste, lo scrittore Giovannini il priore del
monastero di Bose Enzo Bianchi, il filosofo Duccio Demetrio, il biblista
Alberto Maggi, lo psicologo Ernesto Gianoli ed una cinquantina di altri relatori
di chiara fama.
Nell'alveo culturale si collocano altre due iniziative: il Convegno Cateriniano sull'ecumenismo presieduto dal card.
Achille Silvestrini e la mostra annuale di cartoline storiche, in tema con i
"Lunedì cateriniani", curata da Gianna e Narciso Fumo. E' stata altresì
intrapresa una proficua collaborazione con il Comitato Trieste Contemporanea -
Dialoghi con l'arte dell'Europa centro orientale, presieduto dalla dott.
Giuliana Carbi, a partire dalla tavola rotonda sui campanili delle chiese di
Venezia, svoltosi il 24 marzo 2003, presso lo studio Tommaseo di Franco Jesurun.
La comunità parrocchiale è"popolo di Dio" ed è formata da bambini, giovani, adulti e anziani. Un’attenzione pastorale non può, quindi, concentrarsi solo su una di queste categorie. Don Salvadè è cosciente che molte forze sono assorbite dalla catechesi dell'iniziazione cristiana e, quindi, avvia una sistematica catechesi per e con gli adulti. Segue con attenzione e costanza i giovani, specie quelli aggregati alla realtà degli Scouts Cattolici d'Europa e dell'Azione Cattolica.
La sua attività è stata, inoltre, orientata ad incrementare la vita della comunità parrocchiale e a rilanciare gli organi di partecipazione: ha ricostituito il Consiglio Pastorale Parrocchiale, ha creato il Consiglio per gli Affari Economici, ha istituito i Ministri Straordinari dell'Eucarestia e i "Visitatori dei Malati", ha potenziato i gruppi esistenti in parrocchia, ha valorizzato maggiormente i giovani.
Il Consiglio Pastorale Parrocchiale è, nel pensiero di don Pier Emilio, uno spazio in cui vivere la "corresponsabilità ecclesiale" dei laici insieme al pastore-parroco. Il CPP è segno espressivo della comunione ecclesiale, è luogo di incontro e di impegno pastorale, rappresenta l'intera comunità nell'unità della fede e nella ricchezza e varietà dei suoi carismi e ministeri, garantisce la corresponsabilità di tutti i fedeli alla vita della Chiesa ed alla sua missione nel mondo. Nel CPP si incontrano e trovano eco tutti i bisogni, le necessità, i desideri e le attese che emergono dalla vita della comunità cristiana e dalla vita della comunità civile nel rione. Il CPP rappresenta la comunità e, quindi, non la sostituisce e non esautora le associazioni ed i gruppi, ma, anzi, ne rispetta le competenze e l'autonomia perché l'ideale da raggiungere non è l'uniformità, bensì l'unità nel pluralismo. In questo luogo di partecipazione le persone elette dalla comunità o quelle presenti "di diritto" si riuniscono con l'intento di costruire insieme, di arricchirsi l'uno dei doni dell'altro, riconoscendo le proprie insufficienze ed i propri limiti, al di fuori di ogni confronto polemico e di ogni affermazione personale.
Un altro aspetto rivalutato da don Salvadè sono i "momenti di festa": nasce, così, l'iniziativa della Festa Campestre, appuntamento annuale, che vede impegnati in cucina ed al banco tutti i capi scout ed i giovani di Azione Cattolica; organizza le "Vacanza-Insieme" con le famiglie, nel mese di luglio, ed i Campi-Scuola estivi con i ragazzi e i giovani.
La carità, anche se qui lasciata alla fine, non occupa certo l'ultimo posto nelle attenzioni della comunità parrocchiale S. Caterina. Segnaliamo due iniziative realizzate in questi anni e divenuti il "fiore all'occhiello" del servizio socio-pastorale svolto dalla comunità: la prima riguarda il giorno di Natale e il giorno di Pasqua, è la "tavola dell'amicizia", una mensa fraterna con gli anziani del quartiere, con i poveri e con i malati psichici; la seconda riguarda l'istituzione del Telefono Amico, un pronto soccorso morale, aperto nelle ore pomeridiane in parrocchia. Vi sono inoltre l'ambulatorio medico-infermieristico gratuito giornaliero
coordinato da Maria Trevisan, la visita ai malati, agli anziani e alle persone bisognose.
Ogni tre anni mons. Pier Emilio incontra e benedice tutte le famiglie residenti nel territorio parrocchiale. Egli sprona continuamente la parrocchia alla conversione e chiede ai fratelli di comunità di riprendere e motivare l'attenzione ai malati. Occorre riscoprire le motivazioni e le finalità della fraternità che si deve instaurare con gli infermi, gli anziani, le persone sole, quelle ricoverate negli ospedali e nelle case di riposo.
Questa, da ultimo, la sintesi degli impegni predisposta da don Salvadé e offerta al Consiglio Pastorale Parrocchiale: tenere un censimento aggiornato degli ammalati (lungodegenti, anziani, non autosufficienti, ospedalizzati); valorizzare e dilatare il servizio dei ministeri straordinari dell'Eucaristia per unire i malati alla comunità nel giorno del Signore; coinvolgere i giovani e i ragazzi nell'attenzione ai sofferenti, utilizzando anche le proposte della Caritas, dell'UNITALSI e del Movimento/Centro per la Vita; inserire nell'itinerario catechistico e delle associazioni (Scouts e ACI) occasioni di incontro, di visita, di attenzione ai membri sofferenti della comunità.
Molteplici, inoltre, le opere parrocchiali da lui avviate e già portate a termine: dalla costruzione del nuovo campo di calcio a sette, a quello di pallavolo e di basket; dalla recinzione del complesso sportivo, all'insonorizzazione della "sala della comunità" con un nuovo impianto stereo a norma e video-proiettore; dall'informatizzazione dell'ufficio parrocchiale (status animarum, amministrazione, stampa del periodico Insieme) al progetto del campanile con sei campane.
Don Pier Emilio, oltre che donarsi senza riserve per la costruzione della Chiesa "comunità di uomini", si è letteralmente avventurato nella realizzazione della "chiesa in muratura". A lui si deve la coraggiosa scelta di aver progettato e avviato i lavori per la costruzione della nuova Chiesa con gli annessi locali per il servizio socio-pastorale alla popolazione residente sul territorio parrocchiale. Nella zona sottostante la Chiesa, infatti, sono stati realizzati locali polivalenti con palestra multiuso e relativi spogliatoi; a livello stradale cinque sedi per gli Scouts; al primo piano il nuovo ufficio parrocchiale con la biblioteca, l'archivio e il punto- giovani nella mansarda, l' ambulatorio, la sala-giochi e la chiesa vera e propria, a pianta ottagonale, con cappella, battistero e sacrestia, organo Mascioni, mosaico nell'abside e rosone sul portone d'ingresso. Tutta la costruzione, dalla palestra alla canonica, è servita da un' ascensore che ha 6 fermate.
Il 18 dicembre 2005 ha avuto luogo la consacrazione e l'inaugurazione di tutto il complesso.
Attento all'animazione vocazionale ed alla pastorale giovanile, mons. Salvadè, ha richiesto ed avuto dal seminario diocesano diversi studenti di teologia: Fabio Gollinucci (ora don Fabio), Renzo Russi (ora don Renzo), Paolo Iannaccone (ora don Paolo), Lorenzo Magarelli (ora don Lorenzo), Christian Medos (ora don Christian); Simone Agrini (ora don Simone). Tra di noi c'è Mario De Stefano,
diacono permanente celibe, che ha ricevuto il sacramento dell' ordine l'8
dicembre 2005 al Tempio Mariano di Monte Grisa. Dalla nostra comunità è uscito
padreTiziano Pasquazzo, missionario in Brasile
Don Salvadé ha infine assecondato l'ispirazione volta alla costituzione del "Pozzo di Sichem", un'associazione di Oblati Diocesani, monaci nel chiostro del mondo, che scavano "un pozzo" con le mani della preghiera, del lavoro apostolico e dell'ascolto. Monaci attivi nella città a servizio della diocesi. Questa associazione sarà composta da laici e da consacrati, sarà cioè una "comunione". Prenderà l'avvio quando sarà il Signore lo vorrà.
Il 7 maggio del 1995 Don Salvadé ha promosso insieme al Consiglio Pastorale Parrocchiale il gemellaggio con l'omonima parrocchia di Roma. Le due parrocchie si sono trovate a Siena e nel 1998 sono stati in udienza a Roma con il S.Padre e quindi ospiti dei "romani", che hanno la loro sede parrocchiale in via Cilicia n.6, sull'Appia antica. Il 10/10/1999 il Papa ha compiuto, per la prima volta, la sua visita pastorale alla parrocchia cateriniana di Roma; in quell' occasione mons. Pier Emilio Salvadè ha concelebrato con il parroco mons. Aldo Zega e con Sua Santità Giovanni Paolo II. Il nuovo parroco don Humberto, succeduto a don Aldo che è tornato alla Casa del Padre il 13 aprile 2005, ha voluto ricordare con la sua comunità il decimo anniversario del nostro gemellaggio in piazza S. Pietro.